LOCALITA’: ROMAGNANO SESIA

INAUGURAZIONE: 1989

CHIUSURA: 2007

Il Maneggio, locale storico di Romagnano sesia. Inaugurato nel 1989 come dancing. Non siamo riusciti a trovare molte informazioni dell’epoca, vogliamo quindi ipotizzare che da un primo nucleo centrale si sia ingrandita via via nei decenni fino a raggiungere il suo massimo splendore negli anni ’90 del secolo scorso fino ai primi anni 2000. Al momento della chiusura contava tre sale interne più una quarta, famosa per la sua struttura ottagonale in legno, e una ulteriore pista estiva, nel grande giardino.

Vi era anche una area ristorante, che affacciava sulla pista principale, mentre le altre due sale venivano chiamate rispettivamente “Maroccain lounge” e “Zanzibar”. Per usare le parole del loro ufficio stampa di allora, la prima “presentava uno spazio in stile mediterraneo” mentre la seconda “atmosfere di un tipico beach bar africano”.

Il giardino estivo era semplicemente spettacolare: la pista da ballo è stata costruita sopra un lago artificiale (ma forse è più corretto chiamarla fontana, nonostante le dimensioni) attraverso un intreccio di travi di acciaio ma pavimentata con spesse lastre trasparenti, e al pubblico, magari complice qualche gin-Lemon di troppo, sembrava di ballare sull’acqua.

Con l’inizio del nuovo secolo, anche il Maneggio ha dovuto cedere alla crisi del settore di quegli anni. All’inizio della seconda metà degli anni 2000 la situazione finanziaria non era rosea. Se ai tempi d’oro c’erano giovani disposti a fare centinaia di chilometri per vedere almeno una volta questa cattedrale del divertimento: lo stesso scrivente è stato tentato più di una volta dall’andare, nonostante i seicento chilometri di auto che sarebbe costata la bravata, pur senza mai portare a termine i propositi. Negli ultimi anni di apertura questa grande affluenza di pubblico “forestiero” è venuta via via a mancare, forse anche complici i maggiori controlli sulle strade da parte delle forze dell’ordine… e purtroppo i locali cosi grandi per poter sopravvivere hanno bisogno di molto pubblico.

Sulla chiusura la data è relativamente incerta. Se cercate altre fonti, troverete che praticamente ovunque si parla del 2007 come data di ultima serata, e la condanna definitiva del locale sarebbe giunta a causa di un incendio del gennaio 2008 che avrebbe irrimediabilmente danneggiato il locale.

Tuttavia, se l’incendio del gennaio 2008 è certo (ma non riusciamo a trovare la data precisa, e se qualcuno dei nostri lettori fosse meglio informato ce lo faccia sapere nei commenti) abbiamo avuto modo di visionare un flyer che pubblicizzava un evento programmato per sabato 26 gennaio 2008. E’ possibile che questo evento non si sia mai verificato, a causa dell’incendio, se avvenuto precedentemente.

Ma è anche possibile che nel gennaio 2008 prima dell’incendio sia stato organizzato qualche altro evento. Tuttavia, non abbiamo informazioni in proposito, tutto ruota intorno alla data esatta del rogo e se qualcuno di meglio informato volesse farcelo sapere, saremmo lieti di aggiornare anche questo articolo. Successivamente all’incendio, sembra che nel 2009 la struttura sia stata ceduta a terzi con l’intento di aprire un ristopub pizzeria ma il progetto non andò mai in porto. Nel 2017 una società di investimenti si propose di rilevare l’intera struttura, per trasformarla in un centro sportivo con campi da tennis, una SPA, e una struttura ricettiva, hotel o residence, ma a quanto pare ne se ne fece piu nulla. Ancora due parole, prima di lasciarvi a queste immagini che sono un colpo al cuore: leggendo i vari siti di informazione, quotidiani, e anche i blog di molti esploratori urbani (che poi hanno copiato ne notizie dai siti di informazione) sembra che la struttura sia irrimediabilmente danneggiata per “danni irreversibili agli impianti”. Chi scrive invece non è d’accordo. La struttura è ancora in buono stato, gli impianti in questo genere di locali sono in genere disposti su binari a vista, nascosti abilmente da pannelli di vario tipo che nascondono il “grezzo” alla vista dei clienti.

Le discoteche sono per lo più architetture effimere, fatte di cartongesso che ricoprono il mattone a vista, il cemento grigio, e naturalmente tutti gli impianti che per la natura volubile di questi locali devono poter essere manovrati e sostati con agilità per cambiare la scenografia con relativa poca spesa. In finale, crediamo che il vero problema sia sempre lo stesso. Non sarebbe un problema trovare i fondi, le risorse e gli investimenti per ristrutturare questo tempio della musica e riportarlo agli antichi sfarzi. Se vi fosse la certezza del ritorno degli investimenti, probabilmente sarebbe già stato fatto. Ma nessuno è disposto a spendere milioni di euro per poi, dopo l’inaugurazione, ritrovarsi vuoto un locale capace di ospitare migliaia di persone.