LOCALITÀ: VIGLIANO D’ASTI (AT)
INAUGURAZIONE: ANNI ’70
CHIUSURA: 15 SETTEMBRE 2022
La discoteca Symbol, lungo la strada statale che collega Asti ad Alba, dopo aver attraversato la galleria di Isola d’Asti, si presenta ancora oggi con una sagoma inconfondibile: una struttura a forma di disco volante, un UFO atterrato tra i vigneti del Piemonte. Eccola, la discoteca che per oltre tre decenni ha rappresentato un punto di riferimento per il divertimento notturno nell’Astigiano.
Non si trattava di un semplice locale da ballo. Il Symbol era un’astronave del divertimento, con la sua architettura futuristica che sembrava strappata direttamente da un film di fantascienza. Quella forma circolare, quei volumi audaci, erano il manifesto di un’epoca in cui le discoteche non erano solo luoghi dove ballare, ma veri e propri templi della socialità giovanile.
LE ORIGINI: DAL CRAZY AL SYMBOL
La storia del Symbol affonda le radici negli anni ’70, quando nello stesso luogo esisteva il Crazy, un locale già noto nella zona di Vigliano. Fu Radio Uno, una delle storiche emittenti radiofoniche astigiane nate nell’era delle radio libere, a organizzare alcune delle prime serate al Crazy, creando quello che venne chiamato il “Radio Uno Dance Tour”, una delle prime discoteche mobili della zona.
Con il passare degli anni e l’evoluzione del mercato del divertimento notturno, il locale venne rinnovato e riconvertito, assumendo il nome di Symbol e quella caratteristica forma a disco volante che lo avrebbe reso immediatamente riconoscibile a chiunque percorresse la strada statale 456.
Il Symbol ha vissuto il suo periodo d’oro tra gli anni ’80 e i primi anni 2000, cavalcando l’onda della dance music italiana ed europea. Le sale interne vibravano al ritmo dell’eurodance, della musica anni ’70, ’80 e ’90.
Ma la discoteca Symbol non era solo dance music. Nel corso degli anni ha ospitato anche serate latine, eventi a tema come gli “Hawaiian Party”, e una programmazione che cercava di accontentare tutti i gusti. Le sue sale offrivano atmosfere diverse: dalla pista principale alle zone più raccolte, ogni angolo aveva la sua identità sonora e visiva.
L’ARCHITETTURA ALIENA E GLI SPAZI INTERNI
Ciò che rendeva questa discoteca abbandonata davvero unica era la sua architettura. Quella forma a UFO non era solo un vezzo estetico, ma incarnava perfettamente lo spirito del periodo: anni in cui il futuro sembrava a portata di mano, in cui la tecnologia prometteva nuovi mondi e le discoteche erano i templi di questa modernità.
All’interno, gli spazi si articolavano su più livelli, con sale dedicate a diversi generi musicali. Le luci stroboscopiche, i laser, i giochi di colore creavano atmosfere ipnotiche che accompagnavano le notti di migliaia di ragazzi e ragazze. Non era raro che il locale si riempisse fino all’inverosimile nelle serate più importanti, con la gioventù dell’Astigiano e delle zone limitrofe che si riversava sotto quella cupola argentata.
Il declino e la chiusura
Come per molte discoteche della sua generazione, anche per il Symbol è arrivato il momento del declino. La crisi del settore del divertimento notturno, iniziata nei primi anni 2000 e aggravata dalla concorrenza di nuove forme di intrattenimento, ha colpito duramente. Le abitudini sono cambiate: i ragazzi hanno iniziato a preferire locali più piccoli e intimi, pub, enoteche, oppure semplicemente a restare a casa davanti ai social network.
La chiusura definitiva delle piste invernali è avvenuta intorno al 2019, poco prima della pandemia che avrebbe dato il colpo di grazia a tantissimi locali storici in tutta Italia. Tuttavia si è cercato di resistere, puntando sulla stagione estiva con il nome “Symbol disco summer”. Ma durò poco, fino al settembre 2022.
LO STATO ATTUALE: UN UFO DIMENTICATO
Oggi il Symbol è una discoteca abbandonata, uno dei tanti relitti del divertimento notturno italiano sparsi lungo le nostre strade. La sua forma a disco volante continua a catturare lo sguardo di chi passa sulla statale, ma dietro quelle pareti non risuona più musica, non si accendono più luci colorate.
Ma c’è qualcosa di malinconico in quegli spazi. Le sale che un tempo erano piene di vita, di risate, di corpi che si muovevano al ritmo della musica, oggi sono silenziose. I muri che hanno assorbito migliaia di storie, di incontri, di amori nati su quella pista, oggi si sgretolano lentamente, restituiti all’incuria e all’oblio.
UN SIMBOLO CHE RESISTE
Mentre il tempo continua la sua opera di erosione, mentre la natura si riappropria lentamente di quegli spazi, il Symbol continua a resistere nella memoria collettiva. E forse è proprio questo il suo ultimo, grande regalo: ricordarci che c’è stato un tempo in cui bastava poco per essere felici. Bastava una discoteca a forma di UFO, della buona musica, e gli amici giusti con cui condividere la notte.
Le discoteche abbandonate del Piemonte custodiscono un patrimonio fatto di ricordi, musica e notti che hanno segnato intere generazioni. Queste ex discoteche abbandonate, oggi silenziose, conservano ancora l’eco della vita notturna che un tempo animava piste e sale affollate. Tra montagne, campagne e zone industriali, il Piemonte offre alcuni tra i luoghi più suggestivi per chi ama esplorare il fascino del decadente. Nei nostri articoli puoi scoprire storie, immagini e atmosfere di questi spazi dimenticati. Se vuoi approfondire il viaggio tra le discoteche abbandonate del Piemonte, continua la lettura e lasciati ispirare dal loro mistero.

































