LOCALITÀ: SAN BIAGIO DI CALLALTA (TV)
INAUGURAZIONE: 1975
CHIUSURA: INIZIO 2020
Bastava dire “ci vediamo al Super”. Non serviva aggiungere altro: nella Marca trevigiana quelle quattro parole erano un indirizzo, un appuntamento, quasi una promessa. La discoteca Supersonic di San Biagio di Callalta non era una tra le tante. Fu il punto fermo delle notti invernali di tre generazioni, piantato lungo la Strada Regionale Postumia. Oggi di quelle mura non resta più nulla: le ruspe hanno iniziato a demolire l’ex discoteca Supersonic la mattina del 23 giugno 2026, dopo cinquantuno anni dalla prima serata.
DAL CINEMA ARISTON ALLA PISTA DA BALLO
La storia del Supersonic comincia nel 1975, quando il locale apre le porte negli spazi dell’ex cinema Ariston. È un passaggio di consegne che racconta bene l’Italia di quegli anni: le sale di proiezione di provincia che si svuotano e rinascono come templi del ballo, con le luci della pista al posto del fascio del proiettore.
Alla guida del locale c’è la famiglia Venerandi, dallo storico patron Giuseppe fino ai figli Cristian e Manuel, che accompagneranno il Super lungo tutta la sua parabola. E la parabola è lunga: quasi mezzo secolo di attività ininterrotta, un’eternità per un settore in cui i locali nascono e muoiono nel giro di una stagione.
I LUNEDÌ ITALIANI, LE DOMENICHE POMERIGGIO
Chi ha vissuto il Supersonic conosce a memoria la sua liturgia settimanale. Il venerdì e il sabato sera, naturalmente. Ma anche le domeniche pomeriggio, quelle dei ragazzini che tornavano a casa per cena con le orecchie che fischiavano ancora, e gli imperdibili “lunedì italiani”, una celebre serata a tema che nel trevigiano è rimasta proverbiale. Qualcuno all’inizio l’aveva amichevolmente chiamato “il lunedì delle commesse”, perché in qualche modo era il “sabato sera” di chi aveva lavorato tutto il weekend e aveva il lunedì come giorno libero. E le serate “New York Jazz” il cui nome può trarre in inganno: non era una normale rassegna jazz, bensì il marchio delle serate house e glamour del locale. Le fonti di settore lo descrivono come uno degli eventi di riferimento del Supersonic, con ospiti nazionali e internazionali alla consolle.
Su quella pista sono passati i decenni e le loro colonne sonore: Stayin’ Alive, Tarzan Boy, The Rhythm of the Night, L’Amour Toujours. C’è chi lì dentro ha dato il primo bacio, chi si è conosciuto tra una hit e l’altra e poi ha messo su famiglia, chi il sabato mattina saltava la scuola perché la serata era finita troppo tardi. Forse per chi non lo ha vissuto potrà sembrare solo retorica, ma quando è arrivata la notizia della demolizione, i social si sono riempiti di ricordi di questo tipo, a centinaia.
Negli ultimi anni il locale aveva assunto il nome di Supersonic Music Arena e aveva dato vita alle serate “Remember Supersonic”, one night dedicate a un pubblico adulto che voleva rivivere le atmosfere degli anni Novanta e Duemila. Un locale che celebrava la propria memoria mentre era ancora in vita: col senno di poi, quasi un presagio.
IL COVID SPEGNE LE LUCI
Il Supersonic si ferma con la pandemia, all’inizio del 2020, insieme a tutte le discoteche italiane. Ma per il Super quella chiusura forzata si rivela definitiva. Nell’ottobre 2021 arriva l’annuncio: il locale non riaprirà, nemmeno in caso di ripartenza nazionale del settore. Pesano le richieste del Comune di interventi sulla sicurezza, i costi di una ristrutturazione ormai improrogabile e una posizione diventata scomoda, con il centro abitato cresciuto negli anni tutto intorno alla discoteca. Da quel momento il Supersonic diventa, a tutti gli effetti, un’ex discoteca: una discoteca abbandonata che aspetta in silenzio il proprio destino.
Manuel Venerandi lo ha raccontato con lucidità: il Super ha abbracciato intere generazioni fino al Covid, ma tra le generazioni cambiate, le difficoltà di gestire una discoteca in centro abitato, la pandemia e i lavori necessari, la scelta è stata inevitabile. E poi, ammette, è cambiata la musica stessa: i giovani di oggi non vivono più la discoteca come trent’anni fa.
LE RUSPE E IL SUPERMERCATO
Il destino dell’edificio si decide nel settembre 2022, quando il consiglio comunale di San Biagio di Callalta approva un accordo pubblico-privato con le proprietà, Immobiliare Paradise srl e Società agricola Morandin. Al posto del Supersonic sorgeranno un supermercato di 1.600 metri quadrati, alloggi residenziali e uffici, insieme a una nuova rotatoria tra la Postumia, via Madonna e via Torcello.
Passano quasi quattro anni tra l’accordo e le ruspe, con in mezzo anche alcune necessarie bonifiche. Poi, il 23 giugno 2026, la benna inizia a mordere i muri. La famiglia Venerandi saluta il locale con un post che è una lettera d’amore:
“Caro vecchio Super, è giunto il tuo momento. Le tue mura cadranno ma i ricordi no. Continueremo a ballare con te dentro”.
Anche la sindaca Valentina Pillon riconosce quello che il Supersonic è stato per il territorio: non soltanto una discoteca, ma uno spazio di incontro, di amicizie, di musica e di ricordi che hanno accompagnato intere generazioni.
Oggi, dove si accendevano le luci della pista, c’è un cumulo di macerie in attesa del cemento nuovo. Chi passerà lungo la Postumia tra qualche anno vedrà un supermercato come tanti e non saprà che lì sotto, per quarantasette anni di attività e cinquantuno di vita, ha battuto uno dei cuori della notte trevigiana. Il Supersonic si aggiunge così al lungo elenco di discoteche abbandonate che punteggiano l’Italia, luoghi che hanno smesso di ballare ma non di essere ricordati.
Ma chi c’era… lo sa.
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Le discoteche abbandonate del Veneto raccontano un passato fatto di musica, luci e notti indimenticabili, oggi trasformato in scenari silenziosi dal fascino unico. Queste ex discoteche abbandonate, disseminate tra città, campagne e zone costiere, conservano ancora l’atmosfera della vita notturna che un tempo animava la regione. Il Veneto offre luoghi ricchi di storia e suggestione, perfetti per chi ama esplorare il decadente e scoprire ciò che resta dei locali più iconici. Nei nostri articoli puoi approfondire racconti, immagini e curiosità su questi spazi dimenticati. Se vuoi continuare il viaggio tra le discoteche abbandonate del Veneto, prosegui la lettura e lasciati affascinare dalla loro magia sospesa nel tempo.
















