LOCALITA’: CASA DEL DIAVOLO (PG)
INAUGURAZIONE: Dicembre 1989
CHIUSURA: Maggio 2015
La discoteca Red Zone inaugura nel 1989 sulel ceneri di un locale commerciale, chiamato Palladium ma è nel 1989 che il locale cambia volto, e prende forma la discoteca Red Zone. Si propone come nuovo club underground inaugurando una nuova era della house ed electronic music in Italia. Il suo design fu pensato per sorprendere — una costruzione rossa (poi nera) isolata tra i campi, con interni dominati dal rosso, nero e viola. All’interno si snodavano corridoi labirintici, una sala principale, una second room e una balconata aggiunta in seguito: un enorme complesso da 4.000 persone su due piani.
DJ resident come Sauro Cosimetti e Ricky L consentirono al club di diventare punto di riferimento nazionale, mentre ospiti internazionali come Boy George, Tony Humphries e David Morales lo resero celebre su scala internazionale
FINE DI UN EPOCA E ABBANDONO
Nel 2015 il Red Zone chiude per fallimento della Red Zone S.r.l. e della proprietà San Martino Imprese Costruzioni, con debiti per circa 600.000 € di affitti non pagati. Da allora l’immobile è rimasto invenduto nonostante oltre dieci aste giudiziarie andate deserte, e oggi la discoteca abbandonata red zone si trova in un grave stato di degrado, soggetta a saccheggi, incendi (l’ultimo porta la data di marzo 2025) e ormai considerato a rischio di demolizione.
L’IMPATTO CULTURALE
La discoteca Red Zone non era solo un luogo fisico, ma una memoria della nightlife italiana degli anni ’90 e 2000. Ha rappresentato la libertà espressiva, l’avanguardia musicale, e un punto di incontro per migliaia di giovani. Oggi resta un simbolo urbano degradato: un monumento silenzioso di quella cultura rave e techno che ha accompagnato la nostra giovinezza.















