LOCALITA’: CHIESINA UZZANESE (PT)
INAUGURAZIONE: 30 DICEMBRE 1978
CHIUSURA: 2001

«BENVENUTI A BORDO DEL CONCORDE, IL COMANDANTE VI AUGURA BUON VIAGGIO»

Decolla così, il 30 dicembre 1978, il primo volo della discoteca Concorde di Chiesina Uzzanese, con il suo comandante Nino Trinciavelli e sua moglie Fosca.

Siamo sul finire degli anni ’70, e qui sorge il “Dancing Verdi”, locale da ballo già storico dove Nino e Fosca si erano conosciuti anni prima. E proprio Nino decide di rilevare l’area e costruire qui la discoteca che per molti anni fu la più grande della Toscana.

Inizialmente contava tre piste e una capienza massima dichiarata di tremila persone. E già di per sé suonava strano, perché il paese da solo contava all’incirca lo stesso numero di abitanti. Ma il successo fu talmente travolgente che ben presto il locale si ingrandì, fino a contare sette piste, altrettanti bar, 47 casse acustiche, 68 mila punti luce e una capienza che superava le 4000 persone.

LE SETTE PISTE LEGGENDARIE DELLA DISCOTECA CONCORDE

Awa, Ariel, Senior, Spazial, Tornado, Embarque e Discovery: alla discoteca Concorde ogni pista aveva un nome, unico e inimitabile, come il suo stile e il suo genere musicale, dal liscio al funky, dalla house alla techno.

La sala forse più grande aveva un grande palco, ideale per concerti live ma anche come studio di registrazione TV per eventi di ogni tipo. Nel corso degli anni, da Chiesina Uzzanese sono passati i grandi della musica del loro tempo, oltre che protagonisti del mondo dello spettacolo: da Adriano Celentano a Fred Bongusto, passando per i Pooh, i Nomadi e i divi di Beverly Hills, fino ad arrivare ai protagonisti della primissima edizione del Grande Fratello del settembre 2000, che tenne incollati allo schermo milioni di italiani.

Nelle console della discoteca Concorde si sono alternati DJ entrati nella leggenda: Michele Lopez e Charlie Sanguemisto, Massimo DJ Bani, Jackie DJ (Giacomo Pagni), Alex Berti, Flying DJ (Stefano Matteoli), DJ Ringo, DJ Berger (Luca Orsi) e Marco Bresciani.

UN’IMPRESA FAMILIARE DAL CUORE TOSCANO

Davvero un piccolo miracolo, quello della discoteca Concorde, che sembra ancora più incredibile se pensiamo che era tutto a gestione familiare. A Nino e alla moglie si affiancarono presto i figli e il genero, che per quasi trent’anni hanno tenuto ben saldo il timone e la rotta sicura verso il successo.

Nel 2001 però la famiglia Trinciavelli cede tutta l’attività alla famiglia Marianelli, di cui abbiamo già raccontato più volte, proprietaria di altre discoteche abbandonate nella zona, come l’Excalibur, il Quetzal e il Golden Boy (poi Ekò). Di questo impero oggi sopravvive solo il Don Carlos, a meno di due chilometri da qui.

LA CHIUSURA DELLA DISCOTECA CONCORDE E LA SUA EREDITÀ

Dopo il passaggio di proprietà, la discoteca Concorde non fu più la stessa. Era venuto a mancare quel senso di famiglia allargata, dove Nino e Fosca erano un po’ il papà e la mamma di tutti i ragazzi che varcavano l’ingresso, e che in qualche modo li faceva sentire al sicuro dal mondo di fuori.

E così, poco a poco, il popolo della notte cominciò a disertare le sue sette piste, che sono ancora lì, ferme nel tempo, opulente e fastose come solo le discoteche degli anni ’80 sapevano essere.

Non abbiamo una data certa di chiusura. Quasi ovunque si parla del 2001, ma è solo l’anno in cui avvenne il cambio di proprietà. Da quel giorno cambiò tutto, e forse è per questo che il sentimento comune lo indica come data di chiusura. Della discoteca Concorde rimase solo il nome. Sappiamo che ci sono stati anche eventi sporadici almeno fino alla fine del 2010, come ricorda un vecchio manifesto in bacheca.

IL RICORDO DI NINO TRINCIAVELLI

In una famosa intervista, Nino Trinciavelli aveva così definito la sua ormai ex discoteca:

“Concorde significa volare sopra le preoccupazioni, le ansie, lo stress che attanaglia a qualsiasi età. Concorde significa imbarcarsi per un viaggio nella dimensione del divertimento assicurato.”

Nino ci lascia il 23 settembre 2014, all’età di 82 anni. Poche settimane prima aveva partecipato entusiasta al primo “Remember Concorde”, che si tenne proprio davanti allo storico locale.

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Le discoteche abbandonate della Toscana raccontano di un passato fatto di luci, suoni e notti che sembravano non finire mai, oggi trasformato in un silenzio carico di fascino e memoria. Queste ex discoteche abbandonate sono luoghi che conservano l’anima vibrante della vita notturna toscana, dalle colline dell’entroterra fino alle località costiere. Entrare in una di queste discoteche abbandonate significa immergersi in un’atmosfera sospesa tra nostalgia e scoperta, dove ogni dettaglio – una pista spoglia, un’insegna consumata, un palco dimenticato – racconta frammenti di storie collettive. La Toscana, con la sua ricca tradizione culturale e musicale, è costellata di locali che un tempo erano veri simboli di aggregazione, oggi divenuti scenari perfetti per chi ama esplorare e ricordare. Nei nostri articoli ti guideremo attraverso questo patrimonio sommerso, fatto di emozioni, ricordi e architetture decadenti. Se vuoi scoprire di più sul fascino unico delle discoteche abbandonate della Toscana, continua la lettura e lasciati trasportare in un viaggio tra memoria, arte e mistero.